San Martino Puppet Fest – 8 Novembre 2019 – Programma

08 novembre 2019

Visite guidate

ALLA SCOPERTA DEL MUSEO DEI PUPI

ore 11.00 / ore 11.30 /ore 12.00

Visite guidate

SCOPRIAMO LA BOTTEGA DEL PUPARO

ore 16.00 / ore 16.30 /ore 17.00

 

Ore 17:00 – Museo dei Pupi

Letture Animate

LA FORMICA SBADATA

 

ore 18:00 Teatro Alfeo

Spettacolo

UNA VOLTA, UN UCCELLO

Tecnica Mista

a cura di Albert Bagno


08 novembre

Ultimo appuntamento con le Visite guidate al Museo dei pupi alle ore 11 / ore 11.30 / ore 12 e con le visite guidate al Laboratorio dei pupi alle ore 16 / ore 16.30 /ore 17.

Alle ore 17 al museo dei pupi la Lettura animata “Il microfono pazzo” tratto e ispirato allo spettacolo ideato da Alfredo Vaccaro nel 1980.

Al Teatro Alfeo il direttore artistico del festival, l’artista Albert Bagno, incanterà il pubblico con lo spettacolo UNA VOLTA, UN UCCELLO. Un racconto magico che darà vita a semplici foglio di carta che prenderanno il volo con le sapienti mani di Albert.


ALBERT BAGNO – MONZA

Si autodefinisce “burattinaio militante”, ma per lui varrebbe anche la definizione di burattinaio ricercatore.

Nato a Parigi nel 1953, Albert Bagno vive in Italia dal ’74 e ha stabilito la sua dimora a Calolziocorte. Le sue proposte vanno dagli spettacoli all’animazione, dalle creazioni collettive all’organizzazione di feste, festival e corsi, dalle consulenze tecniche e scientifiche museali alla promozione di conferenze e convegni. Offre altresì consulenze per tesi e ricerche.

L’attività di Bagno per e con i burattini è iniziata nel 1976 e la sua specialità consiste nel saper realizzare le proprie opere con carta e cartoncino. Così basta uno strappo e uno stropicciamento per dare vita a personaggi che, malgrado tutto, hanno una loro identità. Più volte invitato a prendere parte a importanti eventi culturali, Albert Bagno ha ricevuto svariati riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.

Nel ’77, dunque all’inizio del suo percorso artistico e creativo, la scelta della carta da parte di Bagno equivaleva a una provocazione nei confronti di un mestiere eccessivamente chiuso nella sua storia e nelle sue tradizioni. Voleva anche essere una proposta originale destinata al mondo della scuola e dell’educazione, ma soprattutto era un modo originale di accedere al grande mondo del teatro di figura.